Typus Orbis Terrarum
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Typus Orbis Terrarum

131,07 €
Tasse incluse
Riferimento: PLA27
Abramo Ortelio - 1500 - Dim. 66x46 cm
Size Chart
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CLOTHES
MEASUREXS/34S/36M/38-40L/40-42
UK681012
USA46810
FRA36384042
Waist (cm)64687276
Chest (cm)81858993
Seat (cm)899397101
Inseam (cm)81828384



SHOES
FOOT IN INCHESFOOT IN CMUSAEuroUK
23.56395
24.16.539.55.5
24.87.5406
1025.48417
10¼25.78.541.57.5
10½269428
10¾27.39.542.59.5
CLOTHES
MEASUREXS/34S/36M/38-40L/40-42
UK681012
USA46810
FRA36384042
Waist (cm)64687276
Chest (cm)81858993
Seat (cm)899397101
Inseam (cm)81828384



SHOES
FOOT IN INCHESFOOT IN CMUSAEuroUK
23.56395
24.16.539.55.5
24.87.5406
1025.48417
10¼25.78.541.57.5
10½269428
10¾27.39.542.59.5

How to Take Clothing Measurements

  1. Get a flexible measuring tape. These are often sold in craft stores
  2. Neck:
    • Measure around the base of the neck in inches.
    • Round up to the nearest half inch.
  3. Chest:
    • Wrap tape measure under armpits around fullest part of chest (usually right above nipples
  4. Sleeve:
    • Bend your elbow and rest your hand on your hip.
    • Have someone measure from the middle of the back of your neck to your wrist by putting the tape measure over your shoulder, around your elbow and to your wrist.
  5. Waist:
    • Wrap tape measure around where you normally wear your pants. Keep tape measure a little loose by keeping a finger between the tape measure and your waist.
  6. Inseam:
    • Put on a pair of shoes.Have someone measure from your crotch to back of the heel, where you want your pants to end.
  7. Hands:
    • Measure around the hand at the fullest part (exclude thumb). The number of inches shows the size of the glove.
Quantità

  • Affidabilità certificata Affidabilità certificata
  • Prodotti artigianali fatti a mano Prodotti artigianali fatti a mano
  • Opere uniche Opere uniche

-Anvers, à cette époque, meritait sans aucun doute d’ ètre considérée comme notre principale cité sous le rapport intellectuel. – Afferma l’astronomo belga Quetelet nella sua Histoire des sciences mathematiques et phisiques chez les Belges del 1864. Ed in effetti in quel periodo, e cioè intorno alla metà del XVI secolo, la città di Anversa si trovava all’apice della sua fortuna commerciale, finanziaria ed artistica. La città fiamminga si era andata sviluppando così rapidamente che nel volgere di pochi decenni era divenuta la più vivace e fiorente d’Europa; qui aveva luogo la rifinitura dei panni inglesi, qui veniva lavorato il vetro, il sapone, la carta, qui, infine, convergevano, per essere poi reimbarcate verso altri porti dei quattro continenti, i cereali del Baltico, lo zucchero delle Canarie, la seta e l’allume italiani, i vini francesi, il pesce della Zelanda, ed attorno ad essa gravitavano le manifatture tessili (lino, pizzo, arazzi) delle Fiandre e del Brabante. Ma Anversa era anche e soprattutto il crocevia del commercio dei prodotti coloniali su vasta scala, in primis delle spezie, e si trovava al centro di grandi operazioni commerciali e finanziarie favorite dalla piena libertà consentita dalla politica governativa di allora: per la prima volta nella storia esisteva un mercato non solo europeo ma mondiale, basato su rapporti di interdipendenza tra le varie regioni europee legate economicamente tra loro e con il resto del mondo. Al felice momento economico di questa città si accompagna anche un’ intensa vitalità delle espressioni artistiche; il centro commerciale della città divenne il luogo d’incontro per i maggiori artisti ed intellettuali del periodo, mentre nascono importanti officine tipografiche ed aumenta in modo esponenziale la diffusione di trattati filosofici, teologici e di atlanti geografici. L’intraprendenza degli esploratori e dei mercanti europei trova riscontro in un’intensa fioritura di raccolte cartografiche, diffuse a centinaia di copie grazie all’incisione su rame. In tale clima di vivido interesse, finalizzato alla conoscenza esatta dei confini del mondo, si colloca l’attività di Abramo Ortelio (Anversa 1527 – 1598). Tipico intellettuale cinquecentesco, l’Ortelio è anche un viaggiatore curioso, un appassionato di antichità; in occasione della Fiera Internazionale di Francoforte sul Meno, nel 1554, acquista le sue prime carte geografiche, che applica poi su tela. E sempre in quella occasione fa la conoscenza di Gerardo Mercatore, più anziano di lui di 15 anni, già celebre per i suoi globi e le sue carte. Ed ecco che l’antiquario comincia a far posto al geografo: intuìto il vantaggio scientifico e commerciale legato alla elaborazione ed alla stampa di carte geografiche, pubblica nel 1564 la sua prima carta, la Typus Orbis Terrarum, incisa su rame. Successivamente realizzerà altre opere importanti, quali l’America, l’Asia (1567), e, soprattutto, l’atlante, il Theatrum Orbis Terrarum del 1570, le cui edizioni si susseguiranno durante la sua vita ed anche successivamente alla sua morte. Vista la levatura storicocartografica di tutta la sua opera, di fatto una delle più importanti, se non la più importante, del 1500, (l’Ortelio fu denominato dai suoi contemporanei “il Tolomeo del XVI secolo”), appare ancor più interessante l’analisi dell’opera prima, del Typus Orbis Terrarum del ’64, che in questa sede riproponiamo. Costruita secondo la proiezione ovale del Bordone, quest’opera raffigura il globo terrestre così com’era conosciuto e concepito nel XVI secolo, mostrando anzi taluni caratteri di corrispondenza al vero, per quanto possibile a quel tempo, non ravvisabili in opere coeve. Tipica dell’Ortelio è anche la squisita fattura estetica della carta, la sua forma ricca e ornata, la bellezza del tratto. La riproponiamo, questa Typus Orbis Terrarum, così com’era stata concepita e realizzata originariamente, così come il suo autore l’aveva pensata e commercializzata: stampata su carta puro cotone mediante l’utilizzo di un torchio a mano e di lastre di rame finemente incise, e montata su tela. E per renderle quell’inclinazione cromatica che l’inesorabile passare dei secoli le avrebbe apportato, è stata successivamente invecchiata tramite l’uso di sostanze rigorosamente vegetali. E potrà anche, a seconda del gusto personale di tutti coloro che vorranno osservarla ed ammirarla quasi mezzo millennio dopo, essere acquerellata a mano da maestri del settore. Il risultato lo avete sotto gli occhi. Morbidamente avvolta in una elegante bustina di stoffa, a sua volta contenuta in una altrettanto elegante scatola che il tutto racchiude, questa mappa è ciò che chiunque di noi potrebbe un giorno aver trovato ben nascosto in soffitta: un tesoro, una delle opere più importanti del “Tolomeo del XVI secolo”.

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